Archivio mensile Settembre 2017

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Micorrize: perchè usarle?

Le MICORRIZE sono strutture costituite dall’unione simbiotica tra funghi del terreno e radici non lignificate delle piante, nel caso del nostro concime micorrizico Triko K provengono dalle radici dei sorghi che sono stati abbattuti, e fungono da ammendante per il terreno e da concime preventivo contro diverse malattie funginee del terreno come l’Armillaria

L’Armillaria, causata dal fungo basidiomicete Armillaria (=Armillariellamellea, colpisce numerose piante arboree ed erbacee, sia coltivate sia spontanee, provocando l’insorgere di marciumi radicali. Molto spesso le piante attaccate da questa malattia sono situate in terreni troppo compatti e tendenzialmente asfittici che necessitano di essere trattati in via preventiva con un concime a base di Micorrize. 

La scoperta delle Micorrize e della loro interazione benefica con le radici delle piante coltivate risale alla metà del 1800 ma, solo in questi ultimi anni, con il graduale risveglio di una coscienza agricola orientata verso un’agricoltura eco-sostenibile, sta crescendo l’attenzione nei confronti di questo nuovo formulato 100% naturale.

micorizee concimeGli interessi economici per la produzione e l’utilizzo di fertilizzanti chimici ha fatto sì che per lungo tempo ci si dimenticasse dell’importanza rivestita dai microrganismi del terreno nelle produzioni agrarie. Il ritorno ad un’agricoltura organica ne ha fatto riscoprire l’importanza ed ha spinto alcune aziende a finanziare la ricerca in tale direzione, portando a casa risultati eccellenti in termini di sanità delle radici, del terreno e della pianta e debellando le malattie funginee dai loro terreni senza incorrere in costosi ed inquinanti interventi.

Dopo le continue richieste da parte dei nostri clienti agricoltori, vivaisti e giardinieri, Starter Green lancia il suo nuovo prodotto a base di Micorrize che risponde al nome di TRIKO K.

Per provarlo o per avere informazioni su di esso, telefona al nostro numero 348 5836625

 

AZIONE SULLA PIANTA

 

  • Potenziamento dell’apparato radicale anche fino a 800 volte grazie ai funghi micorrizici e filamentosi.
  • Maggior disponibilità di nutrienti e microelementianche per l’azione dei P.G.P.R. (batteri della rizosfera promotori della crescita).
  • Conferimento di una maggior vigoria e rusticità alla pianta per via della maggior nutrizione.
  • Sostentamento della pianta in presenza di stress abiotici quali ad esempio quello idrico.
  • Stimolazione della pianta tramite la produzione endogena di auxine, citochinine, gibberelline.

AZIONE SUL TERRENO

  • Modificazione della struttura del suolo, come ad esempio: tramite la produzione di polisaccaridi batterici.
  • Ripristino della biodiversità del terreno tramite l’insediamento di una microflora benefica e selezionata, specifica della rizosfera.
  • Contrasto alla cosiddetta “sindrome del reimpianto”ristabilendo la “complessità” microbica, spesso ridotta dall’impiego massivo di fungicidi e fumiganti.
  • Arricchimento del terreno di sostanza organica grazie al contributo del ciclo vitale dei microrganismi (rilevante a partire dal 3° anno).
  • Aumento della vitalità microbica già presente nel terreno.

AZIONE PREVENTIVA

  • Prevenzione (a largo spettro) delle più diffuse malattie radicali grazie all’antagonismo del consorzio microbico con i patogeni per l’occupazione della nicchia microbiologica.
  • Aumento della resistenza meccanica dei tessuti radicali (come ad esempio: lignificazione e suberificazione delle pareti cellulari).
  • Induzione della resistenza sistemica attraverso la up regulation e la down regulation o addirittura la disappear di specifici geni.
  • Riduzione dell’incidenza delle malattie iatrogene (quelle derivate dall’uso improprio degli agro-farmaci o di sostanze fito-tossiche).
  • Risposta attiva alla sempre più frequente “immuno-compressione” delle piante per via dell’inoculo di una rinnovata flora microbica.

VANTAGGI SUL RACCOLTO

  • Contribuisce all’aumento della pezzatura dei fruttiper la maggior nutrizione che la pianta riesce a sfruttare.
  • Favorisce l’anticipo dell’interruzione della dormienza delle gemme.
  • Sostiene l’allegagione perchè la pianta ha sufficienti risorse per supportare un maggior numero di frutti.
  • Riduce le fallanze per la preventiva azione di antagonismo svolta dai funghi saprofiti presenti nel consorzio.
  • Anticipa e uniforma la maturazione.
  • Aumenta le rese: o per una minor perdita di piante e/o un maggior peso specifico e/o un maggior numero di frutti.
  • Maggior uniformità nei prodotti raccolti grazie alla connessione da parte del micelio extra-radicale delle diverse piante ed alla riallocazione delle risorse tra di esse.

 

 

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L’irrigazione dell’Actinidia

L’acqua è l’elemento più importante e indispensabile per la vita e lo sviluppo della pianta. Essa infatti veicola il trasporto degli elementi nutritivi essenziali, contenuti nel sottosuolo, dalle radici alle foglie e i componenti elaborati dalle foglie agli ultimi organi di utilizzo. Fornisce ai tessuti vegetali la consistenza necessaria per il loro mantenimento nel terreno e regola la temperatura della pianta evitando cambiamenti bruschi che possono danneggiarne l’accrescimento.

L’acqua non è importante solo per la pianta, il suo comportamento nel terreno fa sì che diversi processi aumentino la disponibilità di elementi della stessa per il suo assorbimento. Alti o bassi gradi di umidità e caratteristiche del terreno sono i fattori principali che devono sempre essere considerati. 

La ripresa vegetativa della pianta viene garantita dalle sostanze di riserva accumulate all’interno di essa. Questa fase ha inizio in primavera, stagione in cui la temperatura del terreno e quella atmosferica fanno sì che le parti attive della pianta trovino le migliori condizioni per il loro sviluppo. Questa fase deve garantire lo sviluppo delle gemme e preparare l’apparato radicale alla sua formazione. L’Actinidia ama condizioni di terreno umide ma allo stesso tempo è molto sensibile ai ristagni idrici.

La fase di fioritura e allegagione viene influenzata direttamente dallo stato vegetativo della pianta, che a sua volta viene controllato dalla disponibilità nutritiva e dalla quantità di acqua disponibile nel terreno. A livello nutrizionale si sconsiglia di non eccede con l’azoto in quanto questo elemento favorisce lo sviluppo di nuovi germogli, non permettendo la corretta maturazione del fiore. Controllando l’apporto idrico sarà possibile gestire la fase vegetativa che in questo caso dovrà essere bassa, in maniera tale da permettere un corretto sviluppo del fiore. Anche il grado di impollinazione è condizionato dalla spinta vegetativa della pianta.  Un adeguato equilibrio vegetativo permette alla pianta di formare un fiore fertile. Una volta terminata la fase di fioritura si passa alla fase di allegagagione dei fiori. Da questa fase fenologica in avanti, la pianta necessiterà di apporti idrici elevati. Come detto in precedenza, l’equilibrio idrico del terreno permetterà al frutto di ricevere una quantità maggiore di elementi nutritivi e di mantenere uno sviluppo costante durante il periodo vegetativo.

L’ingrossamento dei frutti è la fase fenologica più importante. Essa dura circa 8 settimane ed accompagna il frutto fino alla prima fase di stasi vegetativa della pianta. Durante questa fase una concimazione a base di alghe miscelate ad altri concimi, ognuno dei quali specifico per la pianta e per la fase di ingrossamento, sarà fondamentale per ottenere una produzione di qualità.

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Consigli Pratici per un Prato Perfetto

semi prato in offertaSettembre è iniziato e porta con sé la voglia di seminare un nuovo prato. Dopo aver preparato il terreno, aver eliminato le radici delle piante infestanti e aver scelto il miscuglio da seminare, è possibile mettersi finalmente al lavoro. Sia utilizzando una seminatrice manuale sia spargendo il seme a spaglio, non ci sarà necessario molto tempo per seminare il proprio giardino. 

La scelta del miscuglio è fondamentale, bisogna accertarsi sempre che i semi scelti siano adatti all’esposizione e al tipo di stress a cui sarà sottoposto il prato. Un tappeto erboso esposto al sole per lungo tempo deve essere resistente alla siccità e allo stesso modo un prato soggetto al calpestio dev’essere rustico e resistente quanto basta per non soffocare sotto i passi o sotto le ruote dei mezzi, come purtroppo spesso accade ai prati piantati nelle aree di parcheggio. 

Per crescere e respirare le radici dell’erba hanno bisogno d’aria. Spesso, il terreno del prato non è abbastanza sabbioso perché le radici abbiano l’aria necessaria e questo rende la crescita difficoltosa. Utilizzando un semplice forcone è possibile praticare dei fori nel prato e riempirli con sabbia grezza. In questo modo si consente all’acqua della superficie di fluire in profondità, fornendo inoltre ossigeno alle radici.

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Dopo aver seminato il prato, accertati che nessuno lo calpesti per le prime due settimane, in modo che i semi non si spostino e i fili d’erba abbiano il tempo di emergere. Dopo le prime due settimane puoi effettuare una concimazione con un concime specifico per i prati come Turf 4 che, grazie alla lenta cessione, va utilizzato una volta ogni 4-6 mesi per prevenire tutte le malattie funginee dei tappeti erbosi.