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Bonus Verde

Il bonus verde e’ stato introdotto per i lavori effettuati dall’ 1 Gennaio al 31 Dicembre, tale “bonus” e’ contenuto nella legge di bilancio 2018 assieme ad altre detrazioni in favore della casa.

Questo bonus comprende la ristrutturazione di giardini e terrazzi di case private e di condomini, la detrazione sarà’ del 36% dell’ IRPEF, fino ad un massimo di 5000 euro.

Per usufruire della detrazione servirà’ dichiararlo nella denuncia dei redditi e i pagamenti dovranno essere fatti con mezzi idonei che cosentino la tracciabilità’ delle operazioni.

Con piacere Starter Green comunica il bonus verde, e quindi propone la sua linea di sementi per la formazione del tappeto erboso e dei fertilizzanti inerenti al giardino.

In particolare per la formazione dei nuovi tappeti erbosi consigliamo blue top landscape

Per informazioni http://semipratoefertilizzanti.com/prodotto/blue-top-landscape/.

Miscuglio adatto alla formazione di tappeti erbosi internamente calpestati e seminati in ambienti difficili, soleggiati e con scarse possibilità di manutenzione.

Può essere utilizzato anche per la formazione di prati estensivi a nche in assenza di impianto di irrigazione.

La predominanza di Festuca Arundinacea garantisce la formazione di un manto erboso fitto, uniforme, con buona resistenza al calpestio e alle malattie.

Epoca di semine dai primi di marzo fino a fine ottobre.

 

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Consigli per il prato d’inverno

Con l’arrivo dell’inverno il tappeto erboso si trova in una situazione critica.

Quindi si consiglia di evitare il taglio troppo basso in quanto nella  stagione fredda il tappeto erboso cresce più lentamente.

Il prato va gestito in maniera giusta. In caso di gelate, brinate e deposito di neve si sconsiglia il camminamento.

Anche tenere pulito il manto erboso è molto importante, il prato deve respirare.

Dal punto di vista nutrizionale fondamentale è l’ apporto di concime ad alto tenore di potassio, tipo Starter Green Turf Perfect.

Il potassio conferisce all’erba la capacità di resistere agli stress da freddo e la sua azione prolungata permette una colorazione verde intensa al manto erboso.

Starter Green Turf Perfect  apporta anche azoto e fosforo oltre ai microelementi molto importante per il tappeto erboso.

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Prevenzione del marciume radicale nel Noce

L’albero di noce ha un apparato radicale molto espanso, con radici fitte e ben radicate nel terreno. Attraverso questo apparato assorbe una gran quantità di sali minerali e altri elementi nutritivi.

Varietà di noci esistenti:

  • Sorrento è la varietà più diffusa in Italia. Ha una duplice destinazione, ossia è sia da frutto che da legno. Questa varietà è molto vigorosa, produce frutti di media dimensione e di ottima qualità. Ha una maturazione medio tardiva, ottobre al Nord, fine settembre al Sud.
  • Franquette, anche questa varietà ha vigore elevato e duplice destinazione. I suoi frutti sono molto più grossi, ma la pianta per produrre bene ha un certo fabbisogno di freddo nei mesi invernali. La coltivazione di questa varietà è quindi consigliata al Nord e nelle zone fredde del Sud Italia.
  • Hartley, varietà di origine americana con vigore medio e destinata solo alla produzione di frutti. La qualità è ottima e si può coltivare bene sia al Nord che al Sud Italia.

Il terreno ideale per il noce è quello profondo, leggero e con una buona fertilità. Sono indicate anche terre silicee, provenienti da degradazione di graniti e scisti cristallini. Riguardo alla reazione del suolo, il noce da frutto tollera bene suoli debolmente acidi, con un ph compreso tra 6 e 7,5, quindi terreni sub-acidi e neutri.
Molto importante è che il terreno dreni bene e che non si verifichino ristagni idrici. Per questo motivo quando si sceglie di impiantare un noceto vanno esclusi i terreni pesanti, asfittici o argillosi. Questo tipo di terreni è soggetto a ristagni idrici, i quali provocano marciumi radicali, che possono essere prevenuti con l’utilizzo di Triko K a base di Michorrize, che arricchisce di nutrimento i terreni poveri e assicura salute e benessere alle radici e all’intera pianta, creando un substrato di funghi micorrizici in contrapposizione con i funghi del terreno.

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Pannello di Ricino: concime bio e disabituante per talpe

elimina talpePer allontanare le talpe e i topi che rosicchiano le radici di molte piante da orto e da frutto esistono rimedi naturali e innocui sia per gli animali sia per l’uomo. Funzionano e vale la pena di provarli prima di ricorrere a sistemi più aggressivi.

Il primo rimedio per allontanare le talpe in modo naturale è quello di seminare piante dall’odore forte e pungente, particolarmente sgradito a talpe e arvicole. Si prestano bene a questa operazione: aglio, melitolo ed euforbia.

Nel caso in cui l’odore forte di queste piante non fosse sufficiente a dissuadere le talpe, esiste in commercio un prodotto a base di pannello di ricino. Il pannello di ricino, oltre ad essere un repellente per le talpe, funge anche da concime per le piante e per il tappeto erboso. Leggermente interrato, favorisce la nutrizione delle piante presenti in modo completamente naturale. La maggior parte dei produttori biologici italiani utilizza da decenni il pannello di ricino come concime e repellente per le talpe, per salvaguardare la salute del suo raccolto e delle talpe stesse, che verranno semplicemente allontanate dall’odore. 

I periodi autunnali e primaverili sono i più soggetti agli attacchi delle talpe. Esse infatti non sono erbivore come molti pensano bensì insettivore e si nutrono di vermi e lombrichi presenti nel sottosuolo ed è per questo che motivo che scavano continue gallerie, per cercare cibo e un riparo. Eliminare i vermi dal terreno è un intervento estremamente difficile ed inutile, allontanare le talpe invece è possibile con il Pannello di Ricino.

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Micorrize: perchè usarle?

Le MICORRIZE sono strutture costituite dall’unione simbiotica tra funghi del terreno e radici non lignificate delle piante, nel caso del nostro concime micorrizico Triko K provengono dalle radici dei sorghi che sono stati abbattuti, e fungono da ammendante per il terreno e da concime preventivo contro diverse malattie funginee del terreno come l’Armillaria

L’Armillaria, causata dal fungo basidiomicete Armillaria (=Armillariellamellea, colpisce numerose piante arboree ed erbacee, sia coltivate sia spontanee, provocando l’insorgere di marciumi radicali. Molto spesso le piante attaccate da questa malattia sono situate in terreni troppo compatti e tendenzialmente asfittici che necessitano di essere trattati in via preventiva con un concime a base di Micorrize. 

La scoperta delle Micorrize e della loro interazione benefica con le radici delle piante coltivate risale alla metà del 1800 ma, solo in questi ultimi anni, con il graduale risveglio di una coscienza agricola orientata verso un’agricoltura eco-sostenibile, sta crescendo l’attenzione nei confronti di questo nuovo formulato 100% naturale.

micorizee concimeGli interessi economici per la produzione e l’utilizzo di fertilizzanti chimici ha fatto sì che per lungo tempo ci si dimenticasse dell’importanza rivestita dai microrganismi del terreno nelle produzioni agrarie. Il ritorno ad un’agricoltura organica ne ha fatto riscoprire l’importanza ed ha spinto alcune aziende a finanziare la ricerca in tale direzione, portando a casa risultati eccellenti in termini di sanità delle radici, del terreno e della pianta e debellando le malattie funginee dai loro terreni senza incorrere in costosi ed inquinanti interventi.

Dopo le continue richieste da parte dei nostri clienti agricoltori, vivaisti e giardinieri, Starter Green lancia il suo nuovo prodotto a base di Micorrize che risponde al nome di TRIKO K.

Per provarlo o per avere informazioni su di esso, telefona al nostro numero 348 5836625

 

AZIONE SULLA PIANTA

 

  • Potenziamento dell’apparato radicale anche fino a 800 volte grazie ai funghi micorrizici e filamentosi.
  • Maggior disponibilità di nutrienti e microelementianche per l’azione dei P.G.P.R. (batteri della rizosfera promotori della crescita).
  • Conferimento di una maggior vigoria e rusticità alla pianta per via della maggior nutrizione.
  • Sostentamento della pianta in presenza di stress abiotici quali ad esempio quello idrico.
  • Stimolazione della pianta tramite la produzione endogena di auxine, citochinine, gibberelline.

AZIONE SUL TERRENO

  • Modificazione della struttura del suolo, come ad esempio: tramite la produzione di polisaccaridi batterici.
  • Ripristino della biodiversità del terreno tramite l’insediamento di una microflora benefica e selezionata, specifica della rizosfera.
  • Contrasto alla cosiddetta “sindrome del reimpianto”ristabilendo la “complessità” microbica, spesso ridotta dall’impiego massivo di fungicidi e fumiganti.
  • Arricchimento del terreno di sostanza organica grazie al contributo del ciclo vitale dei microrganismi (rilevante a partire dal 3° anno).
  • Aumento della vitalità microbica già presente nel terreno.

AZIONE PREVENTIVA

  • Prevenzione (a largo spettro) delle più diffuse malattie radicali grazie all’antagonismo del consorzio microbico con i patogeni per l’occupazione della nicchia microbiologica.
  • Aumento della resistenza meccanica dei tessuti radicali (come ad esempio: lignificazione e suberificazione delle pareti cellulari).
  • Induzione della resistenza sistemica attraverso la up regulation e la down regulation o addirittura la disappear di specifici geni.
  • Riduzione dell’incidenza delle malattie iatrogene (quelle derivate dall’uso improprio degli agro-farmaci o di sostanze fito-tossiche).
  • Risposta attiva alla sempre più frequente “immuno-compressione” delle piante per via dell’inoculo di una rinnovata flora microbica.

VANTAGGI SUL RACCOLTO

  • Contribuisce all’aumento della pezzatura dei fruttiper la maggior nutrizione che la pianta riesce a sfruttare.
  • Favorisce l’anticipo dell’interruzione della dormienza delle gemme.
  • Sostiene l’allegagione perchè la pianta ha sufficienti risorse per supportare un maggior numero di frutti.
  • Riduce le fallanze per la preventiva azione di antagonismo svolta dai funghi saprofiti presenti nel consorzio.
  • Anticipa e uniforma la maturazione.
  • Aumenta le rese: o per una minor perdita di piante e/o un maggior peso specifico e/o un maggior numero di frutti.
  • Maggior uniformità nei prodotti raccolti grazie alla connessione da parte del micelio extra-radicale delle diverse piante ed alla riallocazione delle risorse tra di esse.

 

 

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L’irrigazione dell’Actinidia

L’acqua è l’elemento più importante e indispensabile per la vita e lo sviluppo della pianta. Essa infatti veicola il trasporto degli elementi nutritivi essenziali, contenuti nel sottosuolo, dalle radici alle foglie e i componenti elaborati dalle foglie agli ultimi organi di utilizzo. Fornisce ai tessuti vegetali la consistenza necessaria per il loro mantenimento nel terreno e regola la temperatura della pianta evitando cambiamenti bruschi che possono danneggiarne l’accrescimento.

L’acqua non è importante solo per la pianta, il suo comportamento nel terreno fa sì che diversi processi aumentino la disponibilità di elementi della stessa per il suo assorbimento. Alti o bassi gradi di umidità e caratteristiche del terreno sono i fattori principali che devono sempre essere considerati. 

La ripresa vegetativa della pianta viene garantita dalle sostanze di riserva accumulate all’interno di essa. Questa fase ha inizio in primavera, stagione in cui la temperatura del terreno e quella atmosferica fanno sì che le parti attive della pianta trovino le migliori condizioni per il loro sviluppo. Questa fase deve garantire lo sviluppo delle gemme e preparare l’apparato radicale alla sua formazione. L’Actinidia ama condizioni di terreno umide ma allo stesso tempo è molto sensibile ai ristagni idrici.

La fase di fioritura e allegagione viene influenzata direttamente dallo stato vegetativo della pianta, che a sua volta viene controllato dalla disponibilità nutritiva e dalla quantità di acqua disponibile nel terreno. A livello nutrizionale si sconsiglia di non eccede con l’azoto in quanto questo elemento favorisce lo sviluppo di nuovi germogli, non permettendo la corretta maturazione del fiore. Controllando l’apporto idrico sarà possibile gestire la fase vegetativa che in questo caso dovrà essere bassa, in maniera tale da permettere un corretto sviluppo del fiore. Anche il grado di impollinazione è condizionato dalla spinta vegetativa della pianta.  Un adeguato equilibrio vegetativo permette alla pianta di formare un fiore fertile. Una volta terminata la fase di fioritura si passa alla fase di allegagagione dei fiori. Da questa fase fenologica in avanti, la pianta necessiterà di apporti idrici elevati. Come detto in precedenza, l’equilibrio idrico del terreno permetterà al frutto di ricevere una quantità maggiore di elementi nutritivi e di mantenere uno sviluppo costante durante il periodo vegetativo.

L’ingrossamento dei frutti è la fase fenologica più importante. Essa dura circa 8 settimane ed accompagna il frutto fino alla prima fase di stasi vegetativa della pianta. Durante questa fase una concimazione a base di alghe miscelate ad altri concimi, ognuno dei quali specifico per la pianta e per la fase di ingrossamento, sarà fondamentale per ottenere una produzione di qualità.

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Consigli Pratici per un Prato Perfetto

semi prato in offertaSettembre è iniziato e porta con sé la voglia di seminare un nuovo prato. Dopo aver preparato il terreno, aver eliminato le radici delle piante infestanti e aver scelto il miscuglio da seminare, è possibile mettersi finalmente al lavoro. Sia utilizzando una seminatrice manuale sia spargendo il seme a spaglio, non ci sarà necessario molto tempo per seminare il proprio giardino. 

La scelta del miscuglio è fondamentale, bisogna accertarsi sempre che i semi scelti siano adatti all’esposizione e al tipo di stress a cui sarà sottoposto il prato. Un tappeto erboso esposto al sole per lungo tempo deve essere resistente alla siccità e allo stesso modo un prato soggetto al calpestio dev’essere rustico e resistente quanto basta per non soffocare sotto i passi o sotto le ruote dei mezzi, come purtroppo spesso accade ai prati piantati nelle aree di parcheggio. 

Per crescere e respirare le radici dell’erba hanno bisogno d’aria. Spesso, il terreno del prato non è abbastanza sabbioso perché le radici abbiano l’aria necessaria e questo rende la crescita difficoltosa. Utilizzando un semplice forcone è possibile praticare dei fori nel prato e riempirli con sabbia grezza. In questo modo si consente all’acqua della superficie di fluire in profondità, fornendo inoltre ossigeno alle radici.

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Dopo aver seminato il prato, accertati che nessuno lo calpesti per le prime due settimane, in modo che i semi non si spostino e i fili d’erba abbiano il tempo di emergere. Dopo le prime due settimane puoi effettuare una concimazione con un concime specifico per i prati come Turf 4 che, grazie alla lenta cessione, va utilizzato una volta ogni 4-6 mesi per prevenire tutte le malattie funginee dei tappeti erbosi.

 

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Rasare correttamente il prato

piantare prato Una regola generale per mantenere sano, fitto e verde il proprio tappeto erboso è quella di effettuare molti tagli sporadici; tagliare il prato poco e spesso, asportando non più di un terzo della foglia è la via giusta per irrobustirlo e tenere lontane le patologie funginee,

Il rischio, quando il taglio è più profondo, è quello di creare abrasioni con successivo sbiancamento/ingiallimento dell’intero prato. L’ideale per i tappeti erbosi più pregiati è di tagliare una o due volte la settimana, sempre a prato asciutto. 

Prima di tagliare il prato è necessario dividere le superfici più vaste in porzioni geometriche semplici, come il quadrato o il rettangolo, e muoversi sempre lungo il lato maggiore. Se la superficie da tagliare è piccola basterà scegliere di seguire un tracciato che permetta di rasare il prato anche nei bordi senza dover tornare sui propri passi. 

Se l’area dove sorge il prato ha una superficie irregolare è opportuno tagliare la zona perimetrale in modo da ridurre o eliminare i punti morti e mettere in luce eventuali interferenze nascoste.  Le macchine elicoidali ottengono risultati migliori rispetto alle macchine rotative; il taglio risulta più accurato e limita l’effetto secco. 

In primavera, a fine estate e a fine inverno si consiglia sempre di arieggiare il tappeto erboso per garantire al prato una corretta ossigenazione, per sfoltire il prato e per scongiurare il rischio di un’infeltrimento e l’insorgere di malattie funginee.

 

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Fitopatie estive del tappeto erboso

Durante il periodo estivo il prato è sottoposto a varie tipologie di stress, dalla carenza idrica alle alte temperature alla crescita rapida e invasiva di infestanti. Per evitare che il problema si espanda e intacchi tutta la superficie del tappeto erboso è necessario contrastare l’insorgere della patologia funginea sin dai primi giorni.

Pythium è una malattia funginea che inizialmente si manifesta a chiazze di forma circolare. L’erba dentro la chiazza si presenta oleosa e scura e i fili spesso si avviluppano tra loro. Il tappeto erboso inoltre può essere ricoperto da una massa di micelio bianco cotonoso. In caso di decorso acuto dell’infezione, le chiazze continuano ad espandersi fino ad unirsi e a distruggere larghe sezioni di manto erboso. Pythium è una malattia che può diffondersi nell’arco di una notte, per questo motivo gli interventi devono essere di natura preventiva, con una concimazione a lenta cessione come Turf 4 che parta dalla primavera e arrivi all’estate con un manto erboso rafforzato e pronto a sopportare le alte temperature.

Macchia bruna è un’infezione che si manifesta inizialmente con macchie circolari di 7-10 cm di diametro che si manifesta quando le temperature rimangono sopra i 21° per un lungo periodo. Oltre alle alte temperature, le macchie brune del tappeto erboso possono essere causate da uno scarso arieggiamento, da cattivo drenaggio e da una concimazione eccessiva a base di azoto. Per evitare che ciò accada e che il tappeto erboso si indebolisca è consigliabile utilizzare un concime a lenta cessione come Turf Plus che funge da barriera per la protezione del prato.

Ruggine è la colorazione che assume il prato quando sulle foglie si formano piccole pustole arancioni che, una volta toccate, disperdono una grande quantità di uredospore. La concimazione carente è uno dei principali motivi per cui si forma la Ruggine. In via preventiva si può utilizzare un concime di semplice utilizzo come Turf Perfect.

Un Filo Rosso attaccato alla lamina fogliare, una malattia funginea che può rivelarsi letale per il tappeto erboso. Vento, elevato calpestio e macchine operatrici veicolano la diffusione di questa patologia sul prato. Un terreno poco fertile e una bassa disponibilità di azoto possono essere un’altra delle cause dell’insorgenza della malattia, che può essere prevenuta con l’utilizzo di un concime a cessione graduale in grado di rinforzare la struttura laminare del prato. 

La migliore soluzione alle malattie funginee che si sono già sviluppate nel giardino è quella di utilizzare un concime in grado di ristabilire l’equilibrio nel tappeto erboso. I nostri giardinieri professionisti utilizzano Phytogreen, un concime fogliare a rapido assorbimento, indicato per riportare il prato ad un colore e ad uno stato di salute equilibrato.

Per ricevere maggiori informazioni su come curare le malattie funginee del tappeto erboso

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Prevenire la Batteriosi è possibile

cura batteriosiLa batteriosi è una malattia infettiva delle piante ed è causata da batteri fitopatogeni. Ambienti caldi e umidi, potature errate dei rami, tagli sulla corteccia e innesti scorretti possono portare i batteri fitopatogeni ad entrare all’interno della pianta e ad infettarla. La batteriosi colpisce qualsiasi tipo di albero, ma le piante più soggette ad essere infettate sono il kiwi, l’albicocco, l’olivo, l’oleandro, la magnolia.  Ad essere colpiti dalla batteriosi sono anche il pomodoro, gli agrumi, l’aglio e le rose. Le conseguenze delle batteriosi non trattate sono l’essiccamento della struttura vegetale, la morte della pianta colpita e l’infezione delle piante circostanti.

Le cause delle batteriosi vegetali possono essere diverse e vanno tutte individuate e rimosse per mettere a punto una strategia preventiva che impedisca ai batteri di penetrare nelle piante. Durante la coltivazione e l’irrigazione delle specie coltivate, bisogna fare attenzione soprattutto ai ristagni idrici che indeboliscono l’apparato radicale facendolo marcire. Le ferite dei tagli vanno protetti con mastice o altro materiale sigillante in modo, da impedire l’ingresso dei batteri all’interno delle piante.

Attraverso la fertirrigazione è possibile eseguire un intervento preventivo a base di Rame per neutralizzare il pericolo della batteriosi. Il concime Nutri viene utilizzato da numerosi agricoltori, specializzati nella produzione di kiwi, albicocco e orticole per prevenire il rischio dell’insorgere della malattia. 

 

Nutri è un concime specifico per la nutrizione delle piante da frutto e da orto, fondamentale per la prevenzione della batteriosi delle colture. Ricevilo ad un prezzo scontato contattandoci al 348 5836625

Guarda il nostro video sull’eliminazione della Batteriosi presso l’Az. Agricola Minelli (RA)